Oggi non possiamo escludere un’entrata decisa dell’intelligenza artificiale nel mondo delle assicurazioni. Materia che sta innescando un dibattito e che dobbiamo analizzare più da vicino per capire in quale direzione stiamo andando.

Peso crescente per l’intelligenza artificiale nel mondo delle assicurazioni
Il 10 marzo scorso, Roma ha ospitato un dibattito cruciale per il futuro del comparto assicurativo: il convegno “Intelligenza Artificiale nelle Assicurazioni, rischi o opportunità per i managers?”. L’evento, promosso dal SINDIAC (Sindacato Dirigenti Imprese Assicuratrici Centro Sud Italia) aderente a FIDIA, ha acceso i riflettori su un punto cardine: l’adozione dell’AI non è una mera questione tecnologica, ma una sfida di leadership che vede i dirigenti nel ruolo di veri traduttori di innovazione in risultati concreti.
Sotto la moderazione di Renato Fontana (Federmanager), i relatori hanno delineato i contorni di una trasformazione epocale. Vittorio Carlei, docente alla LUISS, ha introdotto la potente metafora del “Manager-Centauro”. In un’epoca in cui l’AI ristruttura i processi aziendali con velocità inedita, il paradigma diventa chiaro: “delegare il calcolabile per aumentare il pensabile”. In quest’ottica, la macchina gestisce la mole di dati, mentre l’uomo rivendica e rafforza la propria centralità nel momento decisionale e strategico.
Parallelamente, Marco Giugliano (Praxi) ha parlato di “Manager Potenziato”. In un mondo che sembra correre verso l’automazione totale, la valorizzazione del capitale umano diventa il vero differenziale competitivo. La funzione manageriale non viene sostituita, ma amplificata dalla capacità di governare il cambiamento senza smarrire la dimensione umana.
Il fronte dei rappresentanti di categoria ha espresso una posizione unanime: per evitare la marginalizzazione, i manager devono farsi protagonisti attivi della transizione. Teresa Lavanga (CIDA) ha ammonito che senza una guida manageriale consapevole, i rischi — specialmente quelli legati alla parità di genere e ai bias algoritmici — aumentano esponenzialmente.
Il Presidente di Sindiac, Giovanni Marianacci, e il Consigliere Giuliano De Leone sono stati ancora più diretti: i dirigenti devono intraprendere un percorso di formazione permanente. L’obiettivo? “Avere un posto a tavola anziché essere parte del menu”. Questo aggiornamento professionale dovrà essere integrato anche nel prossimo rinnovo del CCNL (scaduto nel 2022), utilizzando gli strumenti contrattuali come leva per la crescita.
Nelle battute finali, Francesco Mastrandrea ha ribadito la natura strutturale dell’AI, esortando le organizzazioni di rappresentanza a un dialogo serrato con le istituzioni. La partita si gioca su più tavoli: da quello contrattuale a quello dell’interazione tra diverse realtà associative, per garantire che l’intelligenza artificiale rimanga uno strumento di potenziamento e non di esclusione.