Obbligo assicurazione professionale

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Dallo scorso 15 agosto 2013 è in vigore l’obbligo – per gli iscritti agli Albi – di assicurarsi per i danni provocati dalla propria attività professionale. Pertanto, i clienti che stanno valutando se affidare o meno al professionista l’incarico, possono ottenere tutte le informazioni necessarie sulle polizze che gli stessi hanno stipulato, compresi i dettagli degli estremi dei contratti, i massimali e le eventuali variazioni che sono intervenute nel tempo.

La disposizione non manca, ovviamente, di importanti esclusioni. Le polizze sulla responsabilità professionale non sono infatti diventate obbligatorie per tutti, visto e considerato che il vincolo di assicurarsi riguarda esclusivamente alcuni dei professionisti iscritti agli albi e non – per esempio – i professionisti della sanità (i quali avranno tuttavia l’obbligo di assicurarsi tra 12 mesi) e gli avvocati (i quali sono in attesa di indicazioni specifiche dal Ministero della Giustizia).

Tra coloro che invece ricadono nell’obbligo di assicurarsi non mancano inoltre i “ritardatari”. Tra i più puntuali vi sono invece i notai, visto e considerato che già dal 1999 il Notariato aveva stipulato un’assicurazione che copriva tutti gli iscritti all’Ordine (vedi anche le differenze assicurazione vita e assicurazione contro i danni).

Per quanto attiene i “ritardatari”, va detto che la colpa non sembra ricadere interamente sulla propria sfera di riferimento. L’introduzione dell’obbligo di assicurarsi ha infatti colto di sorpresa gli ordini, e i professionisti lamentano difficoltà nell’individuare le giuste coperture, a costi competitivi. L’offerta delle compagnie assicurative è infatti relativamente scarsa, con pochi prodotti pensati su misura per le diverse categoria (vedi anche cosa è il periodo di carenza nelle assicurazioni). In aggiunta a quanto sopra, si tenga conto come i professionisti possono comunque mettersi in regola con l’obbligo di assicurarsi anche non negoziando autonomamente una polizza ma aderendo alle convenzioni collettivi che i propri ordini di riferimento possono stipulare e che tali convenzioni nella maggior parte dei casi sono state stipulate da pochissimo tempo.

Insomma, la partenza a rallentatore dell’obbligo di assicurazione sembrava essere prevedibile. Speriamo, nei prossimi mesi, in un celere riallineamento.

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