Richiesta di risarcimento all’Assicurazione di controparte

 
Giulia Tarroni
5 luglio 2011
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Torniamo ad occuparci di sinistri, in particolare oggi analizziamo cosa fare nel caso in cui la richiesta di risarcimento danno sia da inoltrare alla compagnia di controparte che ha causato il sinsitro, in tutti i casi in cui non opera il risarcimento diretto. Questa modalità opera in tutti i casi in cui non si rientra nell’indennizzo diretto (motocicli immatricolati prima del 2006, più mezzi coinvolti).

Per prima cosa inviate la richiesta di risarcimento danni all’assicurazione della controparte attraverso una raccomandata A/R: precisate se avete diritto alla tutela legale, sono molte le compagnie che lo prevedono al momento della firma del contratto assicurativo, altrimenti considerate che l’avvocato ha diritto a circa il 10% della somma totale liquidata.Mettete a disposizione del perito dell’assicurazione di controparte il mezzo per almeno otto giorni in modo che riesca a fare una valutazione completa dei danni: indicate il luogo dove si trova il mezzo nella lettera di denuncia del sinistro. Se il perito non ispeziona l’automobile la potete fare riparare ma fate attenzione: il meccanico deve fotografare in maniera esaustiva il mezzo per permettere al perito di fare una valutazione postuma dei danni.

La fattura o il preventivo di spesa devono essere consegnati all’assicurazione: per i danni fisici invece consegnate nella lettera di apertura sinistro ed in comunicazioni successive il certificato medico, da cui risultano il numero dei giorni di malattia ed eventualmente l’invalidità. In caso di giorni successivi fatevi fare dei cenrtificati medici ulteriori per tutti i giorni in cui la malattia è accertata, fino a guarigione avvenuta.

Infine il risarcimento: la proposta fatta dall’assicurazione di controparte non è vincolante, potete accertarla oppure no. Sta a voi valutare la congruità dell’offerta, ma se decidete di non accettarla badate bene di non firmare quietanze, che altrimenti potrebbero compromettere la fase successiva della conciliazione o quella legale nel caso in cui decidiate di intentare causa giudiziale.

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